Gli italiani a Graz si raccontano – parte terza

Con questo articolo siamo giunti alla terza ed ultima parte – per il momento – di una serie di interviste ad alcuni nostri connazionali che vivono a Graz. Dopo il primo ed il secondo articolo, oggi conosciamo altri connazionali che ci raccontano cose molto interessanti e ci dicono la loro sulla vita in Austria.


1) Da quanto tempo sei in Austria e cosa ti ha portato qui?

Claudia, 29 anni

Claudia: Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in Austria circa 3 anni fa. Il motivo è, come forse per molti, il lavoro, in questo caso quello di mio marito che fa il cuoco presso il ristorante Caylend, nella bella zona di Mariahilfeplatz sulla Lendkai.

Luigi: Sono un ingegnere “meccatronico” e sono qui in Austria da circa 2 anni e mezzo. Ho frequentato il Politecnico di Torino per la laurea magistrale e alla fine degli esami ho iniziato un percorso di tesi all’estero presso l’azienda AVL dalla quale ho ricevuto un’offerta di lavoro a tempo pieno ancora prima di laurearmi. Viste le altre offerte ricevute da aziende in Italia non ho avuto il coraggio di rifiutare e sono rimasto qui, occupandomi di analisi termiche e strutturali di pacchi batterie al Litio per le auto a trazione elettrica.

Dopo circa un anno di lavoro full-time in AVL ho intrapreso un percorso di dottorato presso la TU Graz continuando a lavorare, nel frattempo, in AVL con un minimo contratto part-time. Devo dire che sono stato supportato al massimo dal mio capo-ufficio in AVL per iniziare questo dottorato e ho sempre la netta sensazione che qui il management guardi veramente al futuro e investa molto sulle persone.

Cristiana: Vivo a Graz dal 2004; sono arrivata qui dopo il viaggio di nozze, quindi è facile intuire che mi ha portata qui l’amore. Mio marito – anche lui italiano –  viveva già qui da qualche anno e, dopo aver deciso di sposarci, di aver completato gli studi ed aver sistemato altre cose in Italia, mi sono trasferita.

Andrea: Sono in Austria da marzo 2001. Da giovane studente di architettura molto ambizioso, non potevo che cercare il meglio per il mio futuro. Attraverso due professori stranieri conosciuti in Italia, entrai in contatto con delle realtà diverse e intrapresi dei viaggi per visitare altre università, come Innsbruck, Delft (in Olanda) e Graz. Mi decisi per Graz perché mi piacque molto e in quel momento era anche nella Top 10 delle facoltà di Architettura, quindi la decisione per me, giovane intraprendente, sembrò inevitabile.

2) Qual è, in assoluto, la cosa che ti ha colpito di più in positivo e in negativo arrivando qui?

Luigi: Per quanto riguarda la città, sicuramente colpisce molto in positivo l’organizzazione della viabilità e degli spazi pubblici: piste ciclabili, spazi verdi un po’ ovunque e aree pedonali nei posti giusti, tutto questo permette di godere al meglio le bellezze di questa incantevole città. La prima volta che ho passeggiato in centro e nella piazza principale mi sono sentito in un posto speciale, lontano anni luce da ciò a cui ero abituato in Italia. Ho avvertito sin da subito un senso di tranquillità, gli austriaci sembrano sempre molto rilassati e sono estremamente cordiali e gentili.

Dal punto di vista professionale invece mi ha colpito il management dell’azienda: per la maggior parte giovani tra i 30 e i 40 anni, da qui credo che dipenda la propensione a investire su nuove persone e avere una chiara visione del futuro. Molto importante: se sei un nuovo arrivato vieni subito messo alla prova, senti sulle tue spalle una grande responsabilità ma è anche appagante e stimolante perché senti di ricevere fiducia. Vengono spesso organizzati eventi extra-lavorativi per creare spirito di gruppo in ufficio, dalla partita di calcetto settimanale all’Oktoberfest, I colleghi sono anche amici e c’è un’atmosfera fantastica quando si lavora.

Fino ad ora ho scritto solo cose positive! Una cosa negativa devo dirla: giusto per confermare uno dei cliché su noi italiani: dal momento che sono originario della Campania ho avuto un colpo al cuore quando ho assaggiato la pizza qui oppure ho provato a ricercare i nostri prodotti tipici (mozzarella in primis!). Sono arrivato alla conclusione che bisogna provare ad abituarsi ai prodotti tipici austriaci, altrimenti diventa solo sofferenza culinaria! Ogni volta che una pizza viene cucinata qui a Graz, da qualche parte a Napoli, un pizzaiolo muore (o perlomeno gli fischiano le orecchie!). (NdR si mangia anche a Graz una buonissima pizza, assolutamente italiana; basta solo sapere dove…)

Cristiana, 43 anni

Cristiana: Vengo dal sud Italia ed ovviamente quello che mi ha colpito di più è stata la pulizia, l’organizzazione e il silenzio: sì, proprio il silenzio che si percepisce sulle strade! A Bari tendiamo a parlare un po’ ad alta voce e neanche ce ne accorgiamo, invece qui sono tutti più silenziosi, che fondamentalmente è una forma di rispetto verso il prossimo.

Andrea: Beh, da italiano appena arrivato mi colpirono in negativo inizialmente cose molto superficiali, più che altro come la gente si vestiva, oppure il caffè scadente, la mancanza dell‘aperitivo (almeno, per come lo intendiamo noi italiani)!!!! Inoltre il fatto che in Italia, secondo me, è molto più facile crearsi un amicizia, anche se alla fine – devo ammettere – che se conquisti un amico in Austria c’è l’hai per sempre! Positivamente invece sono sempre stato colpito dall’istituzione universitaria, dagli uffici pubblici e dall’organizzazione in generale, dal fatto che tutto qui funzionasse bene e da come molte cose fossero più semplici e non rese volutamente impossibili; proprio per questa ragione, ho come la sensazione che qui le tasse si paghino ben più volentieri.

Ovviamente ricominciare da capo in un altro Paese porta anche tanta solitudine e malinconia. Inoltre questo è un Paese meritocratico e, se sei bravo e sai dimostrarlo, puoi arrivare ovunque. Un mio piccolissimo, personale “traguardo” è stato essere ospite in una palchetto riservato all’Opernball dove molti amici mi hanno scritto vedendomi in televisione in diretta.

Claudia: Premettendo che ci siamo trasferiti direttamente da un’isola caraibica in cui avevamo vissuto 4 anni, la cosa che mi ha colpito di più in positivo è stata la “civiltà” il fatto, cioè, di trovarci di nuovo in un contesto urbano. Mi rendo conto che questa sia un’esperienza molto personale, ma avendo vissuto per tanto tempo tra palme, spiagge bianche e mare cristallino, il solo vedere un bel monumento in mezzo ad una piazza, tram e bus pieni di gente, parchi verdi e la possibilità di fare le lunghe passeggiate, per me sono state una vera benedizione! In più, il fatto di poter camminare ovunque da casa mia (o, comunque, di spostarmi con la bicicletta o i mezzi pubblici) ha davvero giovato alla mia salute…. mentale! Vero è che, d’ altro canto, il primo lungo inverno senza neanche un timido raggio di sole mi ha messo un po’ di malinconia. Questo è stato davvero l’unico lato negativo.

3) Politica, sistema economico, socialità ed integrazione: sulla base di questi importanti “pilastri sociali” preferisci il modello austriaco o quello italiano, e perché?

Cristiana: Alle stato attuale delle cose, non saprei: dopo le ultime elezioni austriache non sono molto convinta che sia meglio dell’Italia, ma confesso che non seguo molto la politica austriaca. A livello sociale devo dire che la tassazione mi sembra abbastanza ben adaguata al livello dei servizi, dunque non ci possiamo molto lamentare, perché – ad esempio – quando prenoti una visita medica qui in Austria, salvo rare eccezioni, non si è costretti a lunghissime attese, come succede in Italia.

Andrea: Sono un austriaco convinto o, se vogliamo, un italiano pentito. Anche se naturalmente combattuto, ci sono degli aspetti dell’Italia di una bellezza assoluta che l’Austria non avrà mai, ma se parliamo di politica ed economia, non ho dubbi. Ogni Paese ha dei problemi, questo è chiaro, però l’Austria è un Paese corretto e funzionante. Certo, anche qui la politica ha i suoi problemi, però direi che non c’è paragone con quelli a cui siamo abituati in Italia.

Preferisco l’Austria, ci vivo bene e sono contento; è una nazione che funziona e l`economia è in crescita, cosa che – per il mio lavoro – è molto importante.

Claudia: Inutile dire che, dal punto di vista politico, economico e sociale, l’Austria mi sembra davvero molti passi avanti rispetto l´Italia; anzi, mi correggo: non è l’Austria che è avanti, è l’Italia che purtroppo è rimasta indietro, affossata nel passato. Credo che dal punto di vista dell’integrazione, l’Austria sia molto più attiva e concreta; vivendo poi in una realtà come Graz, si vedono tante iniziative che promuovono e accettano il “diverso”. Personalmente non ho mai assistito a episodi di discriminazione anzi, tutt’altro! Secondo la nostra esperienza come famiglia, uno straniero in Austria non si sente come uno straniero in Italia. Qui ti viene tesa una mano, data un’opportunità che in Italia – da italiano – non hai (figuriamoci da straniero!)

Luigi: Premesso che c’è una grande differenza di cultura e mentalità, non credo si possano paragonare il sistema economico e politico austriaco a quello italiano, per una mera questione di numeri: l’Austria è una piccola nazione di circa 8,5 milioni di persone, meno di Campania e Lazio che insieme fanno 11,6 milioni di persone; credo che già solo questo questo renda difficile fare termini di paragone. Sicuramente qui c’è una burocrazia molto più snella e potrei raccontare una mia esperienza a titolo di esempio: per lavorare qui ho richiesto il certificato penale in Italia alla procura di Nocera, in inglese e ad agosto (ovviamente mi serviva quando tutti erano in ferie!), ho dovuto aspettare circa una settimana (e non riporto la trafila di uffici, bolli e controbolli!). Quando ho dovuto rifarlo qui a Graz ci ho messo circa mezz’ora: ho compilato un modulo e c’era un operatore che ha fatto tutto da un terminale.

Riguardo alla socialità posso dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla moltitudine di eventi e da come sono sempre impeccabilmente organizzati: dall’Aufsteirern, dove praticamente ogni luogo di Graz diventa un posto dove fare festa, ai mercatini di Natale. Mi piace molto il fatto che gli eventi non si consumino in un sol luogo ma vengono sparsi in giro per la città.

Parlando poi di differenze con il Belpaese: ciò che mi ha sorpreso è che qui la prostituzione è legale (NdR: è tollerata, per la precisione!). É un argomento complesso, ma se pensiamo che legalizzare la prostituzione potrebbe rendere migliori dei servizi come la scuola, i trasporti o potrebbe contribuire ad abbassare le tasse, non credo sia un’idea malvagia. Dopotutto è un fenomeno che esiste, legale o illegale che sia.

Luigi, 30 anni

Per quanto riguarda la politica, confesso che non la seguo molto qui in Austria; so che alle ultime elezioni ha vinto la destra dell´ÖVP (NdR: l´ÖVP ha, in realtà, un orientamento democristiano e conservatore. Ha vinto la coalizione centro-destra) ma non sono attivo sul territorio come lo ero in Italia nella mia città di origine Scafati, in provincia di Salerno. Continuo a seguire la politica Italiana e spero che i gruppi politici che riceveranno il mandato da Mattarella riescano a spezzare i clientelismi e il partitismo oligarchico che ha messo in scacco il nostro Paese per 20 anni (o più). Bisogna che finalmente le risorse vadano dove servono e che i servizi funzionino. Sono rimasto sgomento dal servizio “Bloody Money“ di Fanpage riguardo l’inchiesta sui rifiuti: spero che cose del genere non stiano ancora accadendo nella mia regione e nel resto d’Italia.

4)  Ti senti ben integrato a Graz? Frequenti più connazionali o austriaci?

Andrea: Frequento decisamente più austriaci, ma anche italiani e altri stranieri. Mi sento molto ben integrato ma so anche di essere un po’ un`eccezione. Per il mio lavoro d´altra parte non potrei non esserlo altrimenti non potrei lavorare; dopo anni di ditta individuale ho fondato nel 2015 il mio studio di Architettura, la Andrea Vattovani Architecture ZT GmbH (in Italiano S.r.l.)  con 5 dipendenti e, come amministratore delegato, devi essere – giocoforza – molto ben connesso nel tessuto sociale: un solido network è imprescindibile in qualsiasi impresa. Anche a Vienna ho i miei contatti importanti e, in generale, tra i miei clienti, mi posso vantare di avere ad es. Marco Armiliato (uno dei migliori conduttori d´opera italiani dopo Muti), Roberto Alagna (tenore) e Aleksandra Kurzak (soprano), oltrechè il direttore della Camera di Commercio Tedesca in Austria, solo per citarne qualcuno.

Al momento sto lavorando, tra le altre cose, anche ad un progetto per il “Design Monat” (il mese del design a Graz): la realizzazione di una mobile lounge per la città che verrà costruita e messa a disposizione dei cittadini, probabilmente nella Hofgasse, di fronte alla famosa Hofbäckerei, una posizione molto prominente. Inoltre sono stato a lungo docente alla TU Graz nella Facoltà di Architettura, ho sponsorizzato diversi eventi di Crossfit, ho supportato una squadra di bici da corsa ed essendo anche presidente di una squadra dilettante di basket, ritengo di poter dire di essere particolarmente integrato in questa città in cui mi trovo molto bene.

Cristiana: Dopo tanti anni, mi sento adesso abbastanza ben integrata a Graz, ma posso dire con onestà che per me è stato un lungo processo. Di solito frequento persone “che mi piacciono” non faccio differenza di nazionalità, come dico sempre: “frequento persone che avrei frequentato anche a Bari”. Avendo poi sempre lavorato in un ambito internazionale come quello scientifico, ho amici da tutte le parti del mondo e di solito, durante cene e feste a casa mia, la lingua “ufficiale” è l’inglese.

Luigi: Per natura sono piuttosto espansivo e devo dire che mi sento bene integrato. Sono una persona sportiva e questo mi ha aiutato molto a conoscere nuove persone, soprattutto i primi tempi. Ad una partita di pallavolo, ad esempio, ho conosciuto la ragazza che è poi diventata la mia fidanzata; la sua famiglia è originaria della Polonia ma lei è nata e cresciuta qui, quindi potrei addirittura dire che è quasi austriaca! Grazie ai social è facile mettersi in contatto con i propri connazionali, ho tanti amici italiani ma purtroppo non riesco a vederli spesso, le amicizie più facili da mantenere sono quelle che coltivo in ufficio, per lavoro sono a contatto con austriaci ma anche croati, spagnoli, francesi, sloveni e un canadese. Insomma mi trovo in un contesto multiculturale e variegato e devo dire che questo mi piace.

Claudia: Questa è una domanda difficile, dipende da cosa si intende per “integrato”. Le mie bambine vanno contente in asilo e hanno i loro amichetti, mio marito lavora ed è contento del datore di lavoro e dei colleghi, io da casalinga sono serena e tranquilla, vado senza pensieri a farmi le mie spese, a informarmi negli uffici, a sbrigare scartoffie varie e non posso lamentarmi della mia vita sociale. Sì, sono bene integrata. Allo stesso tempo, in tre anni che siamo qui ho conosciuto solo una ragazza austriaca che vedo molto raramente e quando viene un idraulico a casa mia gli devo chiedere di parlare lentamente perché altrimenti.. non capisco una mazza  . No, forse in realtà non sono bene integrata, ma sto bene. Frequento abitualmente connazionali ma mi soffermo anche spesso e a lungo a parlare con le mamme dei compagni di asilo delle mie bambine (rumene, kosovare, bosniache… ). A volte penso che nella mia posizione astrale attuale (passatemi il termine!) non potrei fare di più, e devo dire che quello che ho e che ho costruito fino ad ora mi è più che sufficiente per sentirmi integrata.

5) In conclusione. Se avessi un´opportunità concreta, torneresti a vivere in Italia?

Claudia: Che dire.. in una situazione del genere bisognerebbe trovarcisi ma per il momento, a caldo, non credo che tornerei in Italia. Inutile negare che la famiglia d’ origine spesso faccia sentire la sua mancanza e che ciò potrebbe influire su un’eventuale decisione futura!

Cristiana: Sinceramente, non è semplice: per ragioni personali – per il momento – forse no, ma non l’escludo completamente, forse per passarci la pensione….

Andrea, 38 anni

Andrea: Non ci penso nemmeno; potrei immaginarmi di avere un ufficio anche in Italia ma le priorità rimangono Graz, poi Vienna e Londra su cui sto lavorando ora. Poi vedremo….

Luigi: Per quanto mi senta cittadino del mondo, in Italia ho tantissimi ricordi e ovviamente lì vi sono le mie radici, le amicizie che ti porti dietro da una vita e la mia famiglia. Ciò che mi manca e che non posso trovare qui è il mare, la costiera Amalfitana e la costiera Sorrentina; tornare a casa in motorino con i piedi sporchi di sabbia e l’odore della salsedine nei capelli dopo una giornata trascorsa al mare. Mi manca vivere il mare in barca, guardare un tramonto spegnersi nel mare, cenare in pozzetto con il rumore dello sciabordio delle onde che si rompono sullo scafo.

Nonostante tutto, devo dire però che in questo momento non tornerei, sento di dover concludere il dottorato e vedo davanti a me una grande prospettiva lavorativa, associata ad un contesto sociale e multiculturale estremamente vivibile. Non è solo questione di opportunità dall’Italia, le opportunità devono arrivare anche al momento giusto ed essere poi raccolte, spero che in futuro arrivi quella giusta e al momento giusto. Come si dice a Napoli: “C´ vò pur nu poc e’ mazz!” (trad.: Ci vuole anche un po’ di fortuna!). Per adesso torno in Italia solo per le vacanze, ma sono sicuro che un giorno, probabilmente lontano, ritornerò a viverci.

Volendo riassumere in una massima, anche se non sembra proprio allegra, ma credo esprima bene il concetto: “Credo che Graz sia un bel posto dove vivere, ma non un bel posto dove morire”.


E su questa battuta, saluto e ringrazio ancora gli amici che hanno deciso di raccontarsi, con l´augurio di ogni bene e fortuna nel Paese che noi tutti – ognuno con le sue storie – abbiamo eletto a nostra seconda patria.

Giacomo Bontempo

Webmaster, Blogger, Trader

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